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Capire la DAC8

Cos'è la DAC8?

La DAC8 è la Direttiva (UE) 2023/2226, la direttiva europea sulla comunicazione fiscale delle cripto-attività che estende lo scambio automatico di informazioni alle transazioni in cripto.

Aggiornato il

Risposta breve

La DAC8 è la Direttiva (UE) 2023/2226, adottata il 17 ottobre 2023. È l’ottava modifica alla direttiva dell’Unione Europea sulla cooperazione amministrativa in materia fiscale (Direttiva 2011/16/UE). Estende lo scambio automatico di informazioni tra le autorità fiscali degli Stati membri alle transazioni in cripto-attività dichiarabili.

A partire dal 2026, i prestatori di servizi per le cripto-attività tenuti alla comunicazione devono raccogliere e trasmettere informazioni sugli utenti e sulle transazioni dichiarabili. Le autorità fiscali possono poi scambiarsi automaticamente tali informazioni.

La DAC8 non crea una nuova imposta europea sulle cripto-attività. Crea un’infrastruttura di comunicazione e scambio dati che aiuta le autorità fiscali a far rispettare le regole fiscali nazionali già esistenti. In pratica, la DAC8 è la versione europea della logica del CARF dell’OCSE: i prestatori di servizi per le cripto-attività diventano collettori di dati fiscali, e i dati circolano poi tra le amministrazioni.

Riepilogo visivo

Infografica DAC8 che mostra utenti crypto, prestatori di servizi, autorità fiscali e il flusso internazionale di comunicazione

Apri l’immagine per esaminare l’intero flusso di comunicazione della DAC8. L’infografica è un supporto visivo; i dettagli legali qui sotto restano ancorati alla Direttiva (UE) 2023/2226 e alla documentazione DAC8 della Commissione Europea.

Dati chiave

DomandaRisposta
Nome formaleDirettiva del Consiglio (UE) 2023/2226
Conosciuta anche comeDAC8, ottava modifica alla Direttiva 2011/16/UE
Adottata17 ottobre 2023
Pubblicata24 ottobre 2023 (Gazzetta Ufficiale)
Entrata in vigorenovembre 2023
Termine di recepimento31 dicembre 2025
Data di applicazione1 gennaio 2026
Primo periodo di comunicazioneanno solare 2026
Primi scambi2027
Oggetto principaleComunicazione e scambio automatico di informazioni sulle cripto-attività
Equivalente globaleCrypto-Asset Reporting Framework dell’OCSE, o CARF
Riferimento di ambitoMiCA, Regolamento (UE) 2023/1114

DAC8 e CARF

La DAC8 è strettamente allineata al Crypto-Asset Reporting Framework dell’OCSE. Il CARF è lo standard globale; la DAC8 è lo strumento giuridico dell’Unione Europea che applica una logica di comunicazione simile all’interno dell’UE.

Entrambi i quadri normativi perseguono lo stesso obiettivo ufficiale: dare alle autorità fiscali una visibilità sistematica sulle transazioni in cripto effettuate tramite prestatori di servizi.

Contesto

La direttiva sulla cooperazione amministrativa ha creato un quadro per lo scambio di informazioni fiscali tra Stati membri. Le versioni successive della DAC hanno esteso questo quadro a nuove categorie di informazioni.

La DAC8 aggiunge le cripto-attività a questa architettura. La motivazione ufficiale è che esisteva un vuoto di visibilità tra la finanza tradizionale, già coperta da regimi di scambio automatico, e i mercati delle cripto-attività, dove i vecchi concetti di conto finanziario o istituzione finanziaria non sempre coprivano i prestatori di servizi.

Quali attività rientrano nell’ambito?

La DAC8 si basa su concetti vicini a quelli della MiCA. L’ambito può includere criptovalute, stablecoin, alcuni token tokenizzati e alcuni NFT quando sono utilizzati per finalità di pagamento o investimento.

Il punto importante è che l’ambito non si limita al Bitcoin o a un’unica categoria di token. Riguarda in modo ampio le cripto-attività che possono essere trasferite, scambiate o utilizzate come valore economico.

Chi è interessato?

L’onere della comunicazione ricade sui prestatori di servizi per le cripto-attività tenuti alla comunicazione. In termini pratici, questo può includere exchange, broker, custodi, piattaforme di trading, servizi di pagamento e altri prestatori che effettuano o facilitano transazioni dichiarabili in cripto-attività.

Gli utenti sono interessati quando sono utenti dichiarabili secondo le regole applicabili. Un utente può essere dichiarabile per motivi di residenza fiscale, status di entità, regole sulle persone di controllo o attività tramite un prestatore coperto, in particolare quando è residente fiscale di uno Stato membro.

Quali dati vengono comunicati?

La DAC8 può riguardare identità (nome, indirizzo di residenza, data di nascita), residenza fiscale, numeri di identificazione fiscale, tipi di transazione, valori, date e informazioni sui trasferimenti, comprese operazioni prive di rilevanza fiscale.

Quali transazioni sono coperte?

La DAC8 può coprire diverse categorie di transazioni:

  • acquisizioni o cessioni contro valuta fiat;
  • scambi tra cripto-attività;
  • trasferimenti di cripto-attività;
  • alcuni pagamenti al dettaglio;
  • valori, volumi e unità per tipo di cripto-attività.

Queste categorie mostrano che la DAC8 non riguarda soltanto la comunicazione delle plusvalenze. Il meccanismo può coprire flussi e trasferimenti che non hanno necessariamente lo stesso trattamento fiscale in ogni Stato membro.

Adeguata verifica e comunicazione

I prestatori devono identificare gli utenti dichiarabili, determinare la loro residenza fiscale, raccogliere le informazioni fiscali necessarie e produrre una relazione annuale all’autorità competente.

L’autorità può poi scambiare automaticamente tali informazioni con le autorità fiscali interessate.

Perché la comunicazione delle cripto-attività è diversa

La comunicazione delle cripto-attività non è una semplice comunicazione di conto ordinaria con una nuova classe di attivi. Un indirizzo wallet pubblico può esporre un grafo di transazioni. Una volta che tale indirizzo è collegato a un’identità civile, gli osservatori possono dedurre patrimoni, controparti, attività passate e talvolta movimenti futuri.

Ecco perché la questione della sicurezza è diversa dalla comunicazione tradizionale dei conti bancari. Un numero di conto bancario trapelato è sensibile. Un indirizzo wallet collegato a un’identità e trapelato può diventare una mappa dell’attività pubblica su blockchain.

Cronologia

  • 17 ottobre 2023: la DAC8 è stata adottata dal Consiglio dell’Unione Europea.
  • 24 ottobre 2023: la DAC8 è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale.
  • novembre 2023: la DAC8 è entrata in vigore.
  • 31 dicembre 2025: gli Stati membri hanno dovuto recepire la direttiva nel diritto nazionale.
  • 1 gennaio 2026: si applicano le regole principali di comunicazione delle cripto-attività, e le prime informazioni riguardano l’anno solare 2026.
  • 2027: primo ciclo di comunicazione e scambio automatico per i dati del 2026.

Ciò che la DAC8 non fa

La DAC8 non armonizza la tassazione delle cripto-attività a livello dell’Unione Europea. Le plusvalenze, il reddito, lo staking, l’attività professionale e le regole sull’imposta patrimoniale restano materie di diritto fiscale nazionale.

La DAC8 riguarda la comunicazione da parte di terzi. Fornisce alle autorità fiscali informazioni esterne che possono essere confrontate con le dichiarazioni dei contribuenti.

Impatto per le imprese crypto

Le imprese crypto devono costruire o adattare sistemi di conformità: classificazione degli utenti, autocertificazioni, aggregazione delle transazioni, formati di comunicazione, conservazione dei dati e comunicazione con i clienti.

Questo onere favorisce meccanicamente gli attori più grandi e meglio capitalizzati. I prestatori più piccoli possono essere spinti a ridurre la propria offerta, a consolidarsi o a lasciare determinati mercati.

Impatto per gli utenti

Gli utenti residenti fiscali nell’Unione Europea devono aspettarsi che la loro attività dichiarabile tramite prestatori coperti diventi visibile all’autorità fiscale.

Restano responsabili delle proprie dichiarazioni fiscali, ma l’autorità riceve ora dati da terzi. Il problema è che questi dati non sono solo fiscali: nel caso delle cripto-attività, possono anche rivelare informazioni personali legate alla sicurezza.

Perché Bull Bitcoin si oppone alla DAC8

Bull Bitcoin non si oppone al principio della tassazione delle cripto-attività. Il problema è la raccolta automatica di massa: collega identità civile, indirizzo di residenza, attività crypto e segnali di valore, centralizzati e condivisi tra le amministrazioni fiscali.

Nelle cripto-attività, questa combinazione può creare un rischio fisico. Una fuga di dati o un accesso abusivo possono aiutare a prendere di mira i detentori e le loro famiglie.

La posizione di Bull Bitcoin è che le autorità fiscali dispongono già di strumenti mirati, comprese le richieste di informazioni rivolte a contribuenti identificati o a indagini specifiche. In Francia, questo potere mirato è noto come “droit de communication”. La questione è la proporzionalità: la cooperazione mirata è diversa dalla raccolta di massa routinaria e dalla diffusione transfrontaliera di dati crypto sensibili.

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