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Azione legale

L'alternativa: richieste di informazioni mirate

Perché le richieste di informazioni fiscali mirate e motivate sono più sicure della rendicontazione automatica di massa delle cripto-attività.

Aggiornato il

Risposta breve

Il diritto francese offre già alle autorità fiscali uno strumento per ottenere informazioni da terzi: il diritto di comunicazione (droit de communication), codificato negli articoli L. 81 e seguenti del Codice di procedura fiscale. Riguarda un contribuente identificato, nell’ambito di un’indagine aperta, e non richiede di raccogliere preventivamente i dati di ogni utente di cripto-attività. Quando una misura meno intrusiva raggiunge lo stesso obiettivo, la raccolta di massa organizzata dalla DAC8 è, per costruzione, sproporzionata.

Punti chiave

ElementoValore
Base giuridicaArticoli L. 81 e seguenti, Codice di procedura fiscale
Destinatario (diritto di comunicazione)Contribuenti identificati sotto indagine
Destinatario (DAC8)Tutti i detentori dichiarabili (~54 milioni)
Database DAC827 (uno per Stato membro), milioni di voci ciascuno
Standard esistenteOpere d’arte, oro, immobili esteri (modulo 3916), conti titoli
MetodoRichiesta motivata, mai accesso permanente

Uno strumento mirato, già disponibile

Codificato negli articoli L. 81 e seguenti del Codice di procedura fiscale, il diritto di comunicazione consente all’amministrazione di chiedere a terzi (banche, fornitori di servizi, e ora i CASP) informazioni precise su un contribuente identificato, nell’ambito di un’indagine aperta.

Il modello è mirato: l’amministrazione ha un’esigenza concreta e richiede i dati pertinenti a quell’esigenza. Non richiede di raccogliere preventivamente i dati di ogni utente di cripto-attività. I dati restano detenuti dai terzi, invece di essere moltiplicati e condivisi in database centralizzati.

La DAC8 rovescia la logica

La DAC8 rovescia questo ragionamento: raccoglie prima ampi dataset, per poi renderli disponibili per un uso successivo. Per le cripto, questo crea un rischio di sicurezza sproporzionato. Il diritto di comunicazione preserva invece la capacità investigativa dell’amministrazione senza creare un ampio database che espone milioni di detentori e le loro famiglie.

Il test di proporzionalità: la DAC8 fallisce tutte e tre le condizioni

L’articolo 52 della Carta dei diritti fondamentali richiede che ogni limitazione dei diritti fondamentali sia necessaria, adeguata e proporzionata. La DAC8 fallisce su tutti e tre i punti:

  • Non necessaria: un meccanismo meno intrusivo, il diritto di comunicazione, esiste già nel diritto francese.
  • Non adeguata: i detentori migrano fuori dal perimetro, svuotando la direttiva della sua sostanza.
  • Non proporzionata: esposizione fisica di decine di milioni di persone; raccolta di dati che va ben oltre la finalità fiscale.

Lo standard per ogni altro asset

Il diritto di comunicazione è già lo standard per quasi tutti gli asset detenuti dai cittadini europei: opere d’arte, oro, immobili esteri (modulo 3916), conti titoli. L’amministrazione li ottiene tramite una richiesta motivata, mai attraverso un accesso permanente. Le cripto-attività non giustificano alcuna eccezione.

Un confronto diretto

CriterioDAC8 (raccolta automatica)Diritto di comunicazione (mirato)
Persone interessateTutti i detentori dichiarabili (~54 milioni)Contribuenti sotto indagine
Dati raccoltiIdentità (compreso l’indirizzo di residenza) + transazioni e trasferimenti in criptoStrettamente necessari
Superficie di attacco27 database × milioni di vociDatabase dispersi e compartimentati
Costo per i CASPRendicontazione annuale di massaRisposta a richieste specifiche
Costo per l’amministrazioneArchiviazione ed elaborazione di massaCosto marginale per indagine
Incentivo per l’utenteLasciare il perimetro regolamentatoRestare nel quadro conforme
Effetto dissuasivoDebole (elusione facile)Forte (rischio mirato)
Compatibilità con la MiCAIncentivo a uscire dal perimetroRafforza i CASP regolamentati
ProporzionalitàDiscutibileNativa

Pagine correlate

Carta dei diritti fondamentali dell’UE, art. 7, 8 e 52 · Codice di procedura fiscale, art. L. 81 e seguenti · Giurisprudenza CGUE, FATCA e RGPD.