Capire la DAC8
Gli obblighi di segnalazione della DAC8
Chi deve segnalare ai sensi della DAC8, quali informazioni vengono raccolte e come funziona l'adeguata verifica.
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Risposta breve
La DAC8 impone ai prestatori di servizi su cripto-attività tenuti alla segnalazione di identificare gli utenti dichiarabili, determinarne la residenza fiscale, raccogliere le informazioni fiscali e segnalare annualmente le informazioni sulle transazioni in cripto-attività a un’autorità fiscale competente dell’UE. Le informazioni possono poi essere scambiate automaticamente tra gli Stati membri dell’UE.
La DAC8 è la via di segnalazione dell’Unione Europea. Il CARF è il modello globale dell’OCSE alla base di una segnalazione fiscale automatica analoga sulle cripto-attività al di fuori dell’UE.
Dati chiave
| Domanda | Risposta |
|---|---|
| Chi segnala? | I prestatori di servizi su cripto-attività tenuti alla segnalazione e gli operatori rientranti nell’ambito di applicazione |
| Chi è dichiarabile? | Gli utenti, e in alcuni casi le persone che esercitano il controllo, la cui residenza fiscale li rende dichiarabili ai sensi della DAC8 |
| Cosa viene segnalato? | Identità (nome, indirizzo di residenza, data di nascita), residenza fiscale, codici fiscali (TIN), tipi di cripto-attività, valori, categorie di transazione e trasferimenti |
| Dove vanno i dati? | Dal prestatore a un’autorità fiscale competente dell’UE, poi tramite scambio automatico agli Stati membri interessati |
| Da quando si applica? | Le regole principali di segnalazione cripto della DAC8 si applicano dal 1° gennaio 2026, con i primi scambi che seguono nel 2027 |
| Perché è importante | La DAC8 trasforma i servizi cripto regolamentati in punti di raccolta automatica per la segnalazione fiscale |
Prestatori
L’obbligo può applicarsi a piattaforme di scambio, broker, custodi, servizi di pagamento e altri prestatori che effettuano o facilitano transazioni in cripto-attività dichiarabili.
Si tratta di una regola più ampia di una semplice regola “solo exchange”. La domanda pratica è se un prestatore o un operatore rientra nell’ambito di applicazione perché svolge o facilita servizi su cripto-attività dichiarabili per utenti dichiarabili.
Utenti
Gli utenti dichiarabili sono utenti la cui attività rientra nell’ambito di applicazione della segnalazione DAC8, compresi gli utenti fiscalmente residenti in uno Stato membro dell’UE.
Possono contare anche le strutture societarie. In alcuni casi, la segnalazione può riguardare le persone che esercitano il controllo su un’entità, e non solo l’utente diretto del conto o del servizio.
Transazioni
La DAC8 può riguardare acquisizioni e cessioni di cripto-attività dichiarabili, scambi cripto-fiat, scambi cripto-cripto, trasferimenti e altre categorie di transazioni dichiarabili effettuate tramite prestatori rientranti nell’ambito di applicazione.
L’autocustodia non equivale alla segnalazione da parte di un prestatore. Un wallet privato non diventa esso stesso un prestatore di servizi tenuto alla segnalazione per il semplice fatto di esistere. Ma le transazioni che coinvolgono un servizio soggetto a segnalazione possono creare dati dichiarabili che collegano una persona, una residenza fiscale e un’attività in cripto.
Dati segnalati
Le informazioni segnalate possono includere l’identità del cliente (nome, indirizzo di residenza, data di nascita), la residenza fiscale, i numeri di identificazione fiscale, le categorie di transazione, i valori, le date, le unità, i conteggi e i trasferimenti.
L’aspetto più sensibile è la combinazione tra identità e attività in cripto. Quando identità civile, residenza fiscale, valori delle transazioni e potenzialmente informazioni provenienti dal registro distribuito vengono collegate tra loro, il set di dati risultante è più esposto rispetto alle normali segnalazioni finanziarie.
Adeguata verifica
I prestatori tenuti alla segnalazione devono raccogliere e verificare le informazioni necessarie per determinare se un utente è dichiarabile. Ciò può includere autocertificazioni sulla residenza fiscale, controlli di coerenza rispetto alle informazioni già in possesso del prestatore e procedure di aggiornamento dei dati degli utenti.
Il processo operativo del prestatore
La DAC8 impone una catena operativa completa: identificare l’utente, determinare la residenza fiscale, raccogliere le informazioni rilevanti (comprese le autocertificazioni), verificarne la coerenza e la ragionevolezza, classificare e aggregare le transazioni, quindi segnalare i dati annualmente all’autorità competente in un formato strutturato. Questa segnalazione annuale trasforma dati commerciali e operativi in dati fiscali trasmissibili, così da consentire lo scambio automatico tra le amministrazioni fiscali.
I prestatori di servizi su cripto-attività (CASP) diventano così infrastrutture internazionali di conformità fiscale. Il prestatore non è più solo un servizio di trading o custodia: diventa un nodo di raccolta e segnalazione dati collegato alle amministrazioni fiscali nazionali. Deve integrare nei propri sistemi i flussi di raccolta, verifica, classificazione e segnalazione. Per le imprese, questo significa nuovi sistemi, nuovi flussi per i clienti, nuovi controlli e nuovi formati di segnalazione.
Questo costo non è solo tecnico. Cambia il rapporto tra utente e prestatore: usare un servizio regolamentato diventa sinonimo di esposizione automatica. Per gli utenti, l’attività in cripto svolta tramite prestatori tenuti alla segnalazione diventa visibile per impostazione predefinita.
Scambio tra autorità
La DAC8 non è solo una regola di segnalazione nazionale. Un prestatore segnala a un’autorità fiscale competente, e quest’ultima può scambiare le informazioni rilevanti con altri Stati membri dell’UE attraverso il quadro di cooperazione amministrativa.
Per questo la DAC8 va compresa insieme al CARF e alla lista dei paesi CARF: il sistema dell’UE fa parte di un movimento più ampio verso la segnalazione fiscale automatica internazionale sulle cripto.
Rischio
Il problema non è l’esistenza della segnalazione fiscale. Il problema è la creazione di un vasto set di dati che può esporre i detentori di cripto oltre l’ambito dell’amministrazione fiscale.
Per Bull Bitcoin, la DAC8 è sproporzionata perché normalizza la raccolta di massa prima ancora di un sospetto, di un’indagine o di una giustificazione individualizzata. Una richiesta mirata di informazioni può essere giustificata nell’ambito di un’indagine fiscale concreta. La segnalazione automatica per impostazione predefinita di utenti comuni è un modello diverso.
Il problema della proporzionalità
Una richiesta mirata può essere proporzionata quando riguarda un contribuente identificato. La raccolta automatica di massa capovolge questa logica: tutti vengono raccolti per primi, e i dati vengono eventualmente usati solo in seguito.
È questo capovolgimento che Bull Bitcoin contesta.